venerdì 24 dicembre 2010

113 - NATALE DEL SIGNORE – IL SEGNO DEL BAMBINO - 25 DICEMBRE 2010

LA PAROLA LETTA IN FAMIGLIA
Natale dice famiglia
(Isaia 9,1-6 Ebrei 1,1-6 Luca 2,1-20 )

L’umiltà del Dio Bambino, nell’odierna cultura del travaglio, diventa una domanda di semplicità e di essenzialità. Va semplificata la vita, superando la mentalità consumista e sicurezze divenute abitudinarie, stili affettivi ambigui e spesso menzogneri, e la tentazione di essere perfetti con la totale padronanza di sé, delle cose e del creato. Il Natale conferma che “vivere come se Dio ci fosse” è molto più ragionevole del “vivere come se Dio non ci fosse”. Nel Figlio fatto persona è dato il senso della vita, la via sicura per la quale camminare. Il Natale è la buona notizia di una compagnia amante, del Dio-con-noi, che non viene mai meno.
Il segno offerto ai pastori e a noi non è un miracolo emozionante. Dio si fa piccolo, diventa Bambino, si lascia toccare e chiede il nostro amore. Si vorrebbe un segno inconfutabile del potere di Dio e della sua grandezza. Ma l’opera di Dio invita alla fede e all’amore. Egli possiede il potere ed è la Bontà. Colui che è il Tutto, abbassandosi fino a diventare come uno di noi, stabilisce per noi il segno reale, che è la via a Lui e questo è l’umanità del Verbo. L’amore del Dio Uni-Trino si rivela nel sacramento dell’umanità di Gesù Cristo. La gloria di Dio accecherebbe l’uomo. Ecco perché Dio si offre nel segno, al fine di pro-porsi e non im-porsi alla libertà dell’uomo, limitata e ferita.
Il Natale invita a sostare davanti a Gesù, poiché “solo lo stupore conosce”. La nascita di Gesù non è una favola per bambini, ma la risposta di Dio al dramma dell’umanità in cerca della vera pace. Solo prendendo coscienza in modo attento e appassionato di noi stessi possiamo riconoscere, ammirare, ringraziare e vivere Cristo. Senza questa premessa, anche quello di Gesù diviene un puro nome. Oggi il mistero del Natale viene negato sia quando viene proposto un umanesimo solo orizzontale che tende a fare senza Cristo, sia ritenendo che Dio sia un ostacolo alla libertà e responsabilità umana. La storia insegna che l’uomo, quanto più si allontana da Dio vero, tanto meno guadagna in libertà e non diventa umano. Anzi, genera una società più ansiosa, conflittuale e litigiosa.
C’è ancora tanto bisogno di “Natale”!

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