sabato 4 dicembre 2010

101 - AVVENTO II – Verso il Natale seguendo la Parola - 5 DICEMBRE 2010 – Avvento in famiglia… seconda tappa

LA PAROLA DOMENICALE LETTA IN FAMIGLIA
(Isaia 11, 1-10 Romani 15, 4-9 Matteo 3, 1-12)

La fede è un rapporto personale con Dio che in Cristo si è pienamente rivelato. Sia Isaia che Giovanni Battista sono solo una voce: Gesù è la Parola. Sant’Ambrogio invitava a ricordarsi che “la lettura della Sacra Scrittura dev’essere accompagnata dalla preghiera, perché possa svolgersi il colloquio tra Dio e l’uomo. Poiché parliamo con Lui quando preghiamo e Lo ascoltiamo quando leggiamo gli oracoli divini”. Giovanni il Battista immerge nell’acqua, Gesù immerge direttamente in Dio Spirito Santo Consolatore e Difensore.
Occorre anzitutto dare il tempo all’ascolto della Parola, donata per aiutarci a perseverare, per consolarci e tenere viva la nostra speranza. La Parola è come il fuoco che illumina, scalda il cuore, distrugge il male. Essa, come una scure, taglia i comportamenti non appropriati e come l’acqua purifica i nostri pensieri. Immergersi nella Parola è l’unico modo per rendere trasparenti e fecondi i propri progetti di vita.
Con Cristo Parola, che si prende totalmente a cuore l’umanità di ognuno, è possibile cambiare la vita; questo dipende da ciascuno, non primariamente dagli altri o da condizione esterne. Convertirsi non è un obbligo, ma un dono: significa essere immersi dalla grazia nell’opportunità di essere davvero se stessi, felici. Nel nostro intimo l’uomo vecchio convive ancora con l’uomo nuovo, il miscredente convive con il cristiano, per cui c’è sempre un rischio di vivere un cristianesimo “decorativo”, che incide poco sulle scelte di vita. Le modalità con cui il Signore ci risveglia sono sempre imprevedibili ed inedite, non hanno mai il volto che vorremmo noi, figli di una mentalità calcolatrice. L’essere destati è sempre un disturbo e una fatica ma anche un aiuto e una liberazione.

Avvento in famiglia… seconda tappa
Dopo la memoria e l’attesa in questa seconda tappa del nostro avvento in famiglia parliamo di accoglienza reciproca e della gloria di Dio. “Accoglietevi perciò gli uni e gli altri come anche il Cristo accolse voi, per la gloria di Dio” (Romani 15, 7).
La vita di coppia con il crescere degli anni ha bisogno di un’accoglienza sincera, fattiva e coinvolgente. Più s’invecchia e più emergono i difetti. E’ possibile però trasformarli in luogo d’incontro e di comunione dove al centro ci deve essere sempre il bene della famiglia e il bene dell’altro/a. La pratica di questa accoglienza attinge dalla preghiera un nutrimento per la vita ordinaria, che dà solidità, perseveranza nella speranza, accettazione dei propri e degli altrui limiti. Dobbiamo sempre guardare a Cristo e metterci alla sua scuola per imparare a vivere da figli di Dio che costruiscono il Regno dei cieli e tutto fanno per la gloria del loro Padre. Gesù ha reso bella e affascinante la sua vita cercando e realizzando sempre la volontà di Suo Padre. Diventa un bene allora per tutta la famiglia sentire la presenza di Dio e cercare la sua gloria.

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