domenica 22 agosto 2010

50 - XXI DOMENICA – UN AMORE ESIGENTE ED UNIVERSALE - 22 AGOSTO 2010

LA PAROLA DOMENICALE LETTA IN FAMIGLIA
Il TU dell’amore familiare ( Isaia 66,18-21 Ebrei 12,5-7.11-13 Luca 13,22-30 )

Quello di Dio è un amore esigente: è un amore da Dio! Ma è evidente che tale esigenza è dettata solo dall’amore. Non può essere segno di una volontà dispotica e tanto meno indice di una autorità che non lascia spazio alla libertà altrui. Anche noi conosciamo le esigenze dell’amore che non sono meno forti delle esigenze dell’autorità. Non dovremmo perciò far fatica a considerare le esigenze di Dio come segno manifestativo del suo amore assoluto e incondizionato, preveniente ed indulgente. Quello di Dio è anche un amore universale: non può essere costretto dentro categorie o limiti umani, ma vuole spaziare su tutti i tempi e in tutti i luoghi per raggiungere tutta l’umanità. A differenza del nostro, l’amore di Dio non diminuisce quando viene partecipato, anzi comunicandosi si realizza in pienezza.

Se ci illudiamo di aver diritto ad un posto di riguardo solamente perché fin da piccolo siamo immersi in una cultura cristiana, o perché siamo amici di un prete o di una suora, la nostra delusione sarà cocente. Non basterà neppure conoscere le tradizioni cattoliche, aver partecipato talvolta alla Messa, né aver ascoltato la Parola di Dio. Ciò che conta infatti è ben altro.
Il vangelo di Gesù non è un distintivo da mettere sul bavero,un divisa da indossare nelle grandi occasioni, una tessera da esibire per essere ammessi in luoghi esclusivi, un pass che dà diritto ad accedere a sconti privilegiati per entrare nel Regno.
La Buona Novella è tale solo se viene messa in pratica, se diventa carne e sangue della nostra esistenza, se trasforma le nostre decisioni e ci fa assumere atteggiamenti nuovi, improntati all’amore e alla giustizia, alla fraternità e alla misericordia. E’ questo l’essenziale e pertanto Gesù annuncia grosse sorprese quando le apparenze faranno posto alla realtà: allora ci saranno primi che diventeranno ultimi e ultimi che prenderanno il posto dei primi.

Il TU nella coppia…. si presenta anzitutto come un mistero, su cui non si possono mettere le mani, che è sempre al di là di quanto si pensa di aver capito o colto di lui.
Si presenta con la caratteristica di dono, qualcosa cioè che non si può pretendere ma che viene dato e il cui esserci dato ci sorprende perché ha sempre la connotazione del gratuito, del non dovuto.
Si presenta come colui che parla, che dice parole di conforto, di incoraggiamento, anche di giudizio ma che sempre rialzano e fanno camminare ancora.
Si presenta come qualcuno che attrae, con un’attrazione che suscita ricerca continua.
Si presenta come un’alleato che è dalla mia parte, che mi permette di dire in ogni circostanza: “sono amato!”.
Si presenta come colui che apre sempre nuove prospettive, nuovi orizzonti di azione, e quindi scioglie continuamente i nodi della vita, prospetta nuove vie d’uscita, nuovi possibili inizi.
Si presenta come colui che si dona, che si comunica, si manifesta, che offre una comunicazione di esperienza.

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